Parco di Molentargius (di Luca Strazzera)

Luca mi propone alcune riflessioni sul Parco di Molentargius, che pubblico volentieri. Sarebbe opportuno riprendere una discussione sull’uso e la valorizzazione di un bene pubblico e paesaggistico che rende unica la nostra città!

 

Una risorsa da valorizzare, per certi aspetti unica nel suo genere: dalla fauna ornitologica al paesaggio in sé, con l’aggiunta dell’elemento storico-industriale del passato delle saline.

Uno sviluppo di quell’area potrebbe innanzitutto riguardare i collegamenti (attualmente praticamente assenti), con una nuova linea di autobus che colleghi direttamente Cagliari (partendo da Via Tramontana) fino a Quartu (via Sarrulloni, ed eventualmente oltre): si avrebbe un collegamento diretto da Cagliari a Quartu, aggiuntivo rispetto a quelli passanti per Viale Marconi e per il Poetto, che avvicinerebbe sia quei quartieri di Quartu, che attualmente sono complessi da raggiungere, in quanto serviti solo da linee interne a Quartu (la linea QS passa per punti tutto sommato distanti), sia il quartiere la Palma, anch’esso poco accessibile.

Sotto questo aspetto, è inoltre da notare come il passaggio di un autobus per Via del Sale e Via Is Arenas sarebbe fondamentale per servire i cittadini abitanti in quelle zone, ad ora completamente isolati dal servizio pubblico, oltre alla maggior accessibilità in sé al Parco (con un occhio di riguardo soprattutto agli anziani, per i quali percorsi così lunghi potrebbero costituire un ostacolo insormontabile).

Uno sviluppo di questo genere, dunque, potrebbe apportare benefici sia agli abitanti, sia ai fruitori del Parco (pensiamo inoltre all’evenienza in cui una persona dovesse sentirsi poco bene all’interno del Parco, magari per la calura estiva: certamente senza servizi pubblici si troverebbe in difficoltà).

Va da sé, insomma, che i collegamenti permetterebbero una valorizzazione ben maggiore del Parco.

Per quanto concerne la conformazione del Parco sotto l’aspetto ambientale, potrebbe essere opportuna un’opera di rimboschimento delle zone in cui attualmente si trovano macchinari abbandonati, con l’eliminazione di questi ultimi: un’intera area che potrebbe essere adibita a polmone verde della città, cui si aggiunge la valorizzazione estetica del Parco, la cui bellezza viene certo non accresciuta dai suddetti macchinari (tra cui i nastri trasportatori). Tutti gli sviluppi del Parco, inoltre, andrebbero coordinati con quelli del Poetto, al fine di creare un’unica grande zona di utilità per tutti i cittadini e dal valore ambientalistico e turistico potenzialmente notevole.

Infine, è opportuno anche pensare a possibili sviluppi culturali dell’area delle Saline, a partire da un approfondimento della storia che lega il quartiere La Palma con le Saline di Stato, fino alla valorizzazione del teatro e degli elementi storico-industriali, con l’opportunità di rendere accessibile la storia di quei luoghi e delle persone che ci hanno lavorato.

Una zona ricca di tesori, che personalmente vedo spesso non valorizzata, purtroppo, come dovrebbe.

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